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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/104


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XVII - ZENOBIA

ZOPIRO.

Radamisto.

ZOPIRO.

RADAMrSTO.

ZOPIRO.

Radamisto.

ZOPIRO.

Ascolta. Un finto messo a nome di Zenobia in loco ascoso farò che il tragga.

E s’ei diffida? Almeno d’uopo sarebbe accreditar l’invito con qualche segno... Ah! taci: eccolo. Prendi quest’anel di Zenobia: a lei, partendo, il donò Tiridate; ed essa il giorno de’ fatali imenei, quasi volesse depor del primo amore affatto ogni memoria, a me lo diede.

Falso pegno di fede

se fummi allor, fido stromento adesso

sia di vendetta.

(Oh sorte amica!) Attendi alla nascosta valle, dove pria t’incontrai.

Ma...

Della trama

a me lascia il governo.

Ricordati che ho in sen tutto l’inferno.

Non respiro che rabbia e veleno; ho d’Aletto le faci nel seno, di Megera le serpi nel cor.

No, d’affanno quest’alma non geme; ma delira, ma smania, ma freme, tutta immersa nel proprio furor, (parte)

SCENA VII

Zopiro con seguaci, indi Zenobia.

Oh che illustre vittoria! I miei nemici per me combatteranno, ed io tranquillo Zenobia acquisterò. Miei fidi, udite:

(escono i suoi seguaci)