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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf/295


ATTO TERZO 289
della vostra pietà nel caso amaro.
Chi sa quanto le costa
la sua virtù! fra quante smanie avvolto
è il suo povero cor! Trovarsi sola;
disperar di vedermi ; aver presenti
le memorie, il costume, i luoghi... Oh Dio!
Consolatela, amici. Amici, addio!
(nel partire, s’incontra in Cleonice)
SCENA II
Cleonice e detti.
Ci.eonice. Férmati, Alceste.
Alceste. Oh stelle!
Olinto. (Un altro inciampo
ecco alla sua partenza.)
Alceste. A che ritorni
regina, a rinnovar la nostra pena?
Cleonice. Fenicio, Olinto, in libertà lasciate
me con Alceste.
Olinto. Il mio dover saria
coll’amico restar.
Cleonice. Tornar potrai
per l’ultimo congedo.
Olinto. Tornerò. (Ma ch'ei parta io non lo credo.) (parte)
Fenicio. Giungi a tempo, o regina. A caso il cielo
forse non prolungò la sua dimora:
di renderlo felice hai tempo ancora.
Pensa che sei crudele,
se del tuo ben ti privi ;
pensa che in lui tu vivi,
pensa ch’ei vive in te.
Rammenta il dolce affetto
che ti rendea contenta,
ed il candor rammenta
della sua bella fé. (parte)
Mktastasio, Opere - n. '9