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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf/284


27 S IX - DEMETRIO
che si scordi di te? Quant’era meglio
non impedir la sua partenza !
Mitrane. Alceste,
regina, è qui, che, ritornato in vita
dopo tante vicende,
di rivederti impaziente attende.
Cleonice. (Già mi palpita il cor.)
Mitrane. Fenicio il vide:
rassicurò, gli disse
quanto può nel tuo core; e parve allora
fior che, dal gelo oppresso,
risorga al sol. Rasserenò la fronte,
il pallor colori, cangiò sembianza:
ripieno è di speranza;
e, al piacere improvviso,
l’allegrezza e l’amor gli ride in viso.
Cleonice. (E perderlo dovrò?) Parti, Mitrane:
digli che venga. In queste
stanze l’attendo.
Mitrane. Oh fortunato Alceste! (parte)
Cleonice. Magnanimi pensieri
e di gloria e di regno, ah! dove siete?
Chi vi fugò? Per mia difesa al fiero
turbamento ch’io provo,
vi ricerco nell’alma, e non vi trovo.
Questo, questo è il momento
terribile per me. Qual posso in voi
speranza aver, se, intimoriti al solo
nome dell’idol mio, m’abbandonate?
Tornate, oh Dio! tornate:
radunatevi tutti intorno al core
l’ultimo sforzo a sostener d’amore.