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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf/241


VARIANTI 235
LICENZA
Cesare, non turbarti ; a te non osa
somigliarsi Adrian. Quando al tuo sguardo
le sue vicende espone,
fa spettacol di sé, non paragone.
Troppo minor del vero
l’immagine sarebbe, e troppo chiare,
signor, fra voi le differenze sono.
A lui die’ luce il trono,
la riceve da te. Fu grande e giusto
ei talvolta, e tu sempre. I propri affetti
ei debellò, tu gli previeni, E scelse
tardi le vie d’onor, tu le scegliesti
de’ giorni tuoi fin su la prima aurora.
Lui la terra ammirò, te il mondo adora.
Non giunge degli affetti
la turba contumace
a violar la pace
del tuo tranquillo cor.
Cosi del re de’ numi
fremon, ma sotto al trono,
e ’l turbine ed il tuono,
e le tempeste e i fiumi
nelle lor fonti ancor.