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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. I, 1912 – BEIC 1883676.djvu/391


varianti 385

SCENA XII [XI]

Appartamenti nella reggia di Cleofide.

Cleofide e Gandarte.

Gandarte. E tentò di svenarti? E a questo eccesso
del geloso mio re giunse il furore?
Cleofide. Fu trasporto d’amor.
Gandarte.  Barbaro amore!
Cleofide. Ma, giacché il ciel pietoso
dall’onde ti salvò, perché qui vieni
nuovi perigli ad incontrar? Tu vedi
quali armi, quai custodi
circondan questa reggia.
Gandarte.  E in altra parte
neghittoso restar dovrá Gandarte?
Cleofide. E se intanto Alessandro
aggrava anche il tuo piè de’ lacci suoi, ecc.

SCENA XIII [XII]

Alessandro e detti.

Alessandro. .    .    .    .    .    .    .    .    .    .    .    .    .    .    
e minacciando il sangue tuo richiede.
Cleofide. Abbialo pur. Dell’innocenza oppressa
né l’esempio primiero,
né l’ultimo sarò. Vittima io vado
volontaria ad offrirmi. (in atto di partire)
Alessandro.  Ah! no, t’arresta.
Non soffrirò che sia
oppressa in faccia mia
Cleofide cosí. Mi resta ancora
una via di salvarti. In te rispetti
ogni schiera orgogliosa
una parte di me: sarai mia sposa.