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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. I, 1912 – BEIC 1883676.djvu/344

338 v - alessandro nell'indie


Cleofide. Sposo, ah! non v’è piú scampo. A tergo il fiume;
Alessandro ci arresta
in quella parte, e Timagene in questa.
Eccoci prigionieri.
Poro.  Oh dèi! Vedrassi
la consorte di Poro
preda de’greci? Agl’impudici sguardi
misero oggetto? Alle insolenti squadre
scherno servil? Chi sa qual nuovo amante...
Qual talamo novello... Ah! ch’io mi sento
mille furie nel sen.
Cleofide.  Poro, è perduta
per noi dunque ogni speme?
Poro. No; ci resta una via: si mora insieme.
(Poro snuda uno stile, ed alza il braccio in atto di ferirla)

SCENA VII

Alessandro, che, uscendo alle spalle di Poro, lo trattiene e lo disarma; soldati greci, e detti.

Alessandro. Crudel, t’arresta.
Cleofide.  (Aita, o stelle!)
Alessandro.  E donde
tanto ardimento e tanta
temeritá! (a Poro)
Cleofide.  Signor, la morte mia
di Poro è cenno.
Poro.  Io sono...
Cleofide.  Egli è di Poro
fedele esecutor. (Taci, ben mio.) (piano a Poro)
Poro. No, piú tempo, o regina,
di ritegni or non è. Sappi, Alessandro,
che nulla mi sgomenta il tuo potere;
sappi...