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atto secondo 269


Massimo. Ti rassicura. Un colpo,
che a vuoto andò, del traditor scompone
tutta la trama. Io cercherò d’Emilio;
io veglierò per te. Del tutto ignoto
l’insidiator non è. Per tua salvezza
d’alcuno intanto assicurar ti puoi.
Valentiniano. Deh! m’assistete: io mi riposo in voi.
          Vi fida lo sposo,
     vi fida il regnante,
     dubbioso — ed amante,
     la vita — e l’amor.
          Tu, amico, prepara (a Massimo)
     soccorso ed aita:
     tu serbami, o cara, (a Fulvia)
     gli affetti del cor.
(parte con Varo e pretoriani.)

SCENA IV

Massimo e Fulvia.

Fulvia. E puoi d’un tuo delitto
Ezio incolpar? Chi ti consiglia, o padre?
Massimo. Folle! La sua ruina
è riparo alla mia: della vendetta
mi agevola il sentier. S’ei resta oppresso,
non ha difesa Augusto. Or vedi quanto
è necessaria a noi. Troppo maggiore
d’un femminil talento
questa cura saria: lasciane il peso
a chi di te piú visse,
e piú saggio è di te.
Fulvia. Dunque ti renda
l’etá piú giusto ed il saper.
Massimo. Se tento
l’onor mio vendicar, non sono ingiusto: