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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. I, 1912 – BEIC 1883676.djvu/111


atto primo 105

SCENA VII

Laodice sola.

E tollerar potrei
cosi acerbo disprezzo? Ah! non fia vero.
Si vendichi l’offesa: ei non trionfi
del mio rossor. Mille nemici a un punto
contro gli desterò: farò che il padre
nell’affetto e nel regno
lo creda suo rival; farò che tutte
Arasse, il mio germano,
a Medarse in aita offra le schiere.
E se non godo appieno,
non sarò sola a sospirare almeno.

SCENA VIII

Arasse e detta.

Arasse. Di te, germana, in traccia
sollecito ne vengo.
Laodice.  Ed opportuno
giungi per me.
Arasse.  Piú necessaria mai
l’opra tua non mi fu.
Laodice.  Né mai piú ardente
bramai di favellarti. Or sappi...
Arasse.  Ascolta.
Cosroe, di sdegno acceso,
vuol Medarse sul trono. Il cenno è dato
del solenne apparato: il popol freme,
mormorano le squadre.
Tu dell’ingiusto padre