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178 arco traiano

ha un serto di vite con foglie e grappoli d’uva, e con la sinistra sostiene elevato al di sopra della testa di Cerere un elegante tirso dai nastri svolazzanti, sormontato da una pina formata di foglie di edera. Con quanta eleganza ha la mano intesa a reggerlo!

Egli ha volto ilare, assai giovanile, alquanto femminilmente scolpito. Peccato che siasi perduta la più gran parte del suo corpo, giacché egli è là proprio d’appresso dove il marmo è mutilato.

Questi è il Bacco cantato da Ovidio1:

 . . . Tibi inconsumpta inventa;
Tu puer aeternus, tu formosissimis, alto
Conspiceris coelo; tibi, cum sine cornibus adstas,
Virgineum caput est.

Egli era detto Liber e Liber Pater, a liberando, e come Dio liberator era adorato in tutte le città libere quale simbolo della libertà. Fu detto pure Triumphus, perchè i soldati nei trionfi, nello ascendere al Campidoglio, esclamavano: Io triumphe!2

Rossi crede distinguere Plotina in Diana, Adriano in Silvano e Marciana in Cerere, ma a parer mio non vi è fondamento. Per Adriano in ispecie è proprio un assurdo il supporlo nelle sembianze di Silvano, giacché (lo dissi nell’esame del quadro dei fanciulli alimentari) egli non era così grave e corpulento, ne così irsuto, ma di volto gentile, aitante della persona, ed aveva barba e capelli ricci, non folti e irsuti. Però chi prendesse ad esaminare questa testa e quella del militare nel quadro dei fanciulli alimentari troverebbe tra loro una simiglianza perfetta; onde è a supporre che un altro personaggio storico sia in ambedue i quadri scolpito sotto il doppio simbolo.

E se spingesse l’esame anche al personaggio che vedemmo scolpito nell’angolo destro (rispetto all’osservatore) del quadro XVI, e che dissi poter rappresentare Plinio Secondo, ed all’Ercole del quadro XIX, scorgerebbe del pari che essi sono somigliantissimi alle due figure sudette.

  1. Metam. 4.
  2. Pomey, op. cit. pag. 62 e 63.