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arco traiano 175

ravvisandosi presso il gonnellino, sull’alto della coscia, un pezzetto di marmo in rilievo che poteva ben essere un estremo di quell’arma. «Salve Diana Virgo; nam Venatorius hic habitus, arcus ille quem manu tenes, et illa pharetra sagittis instructa, quam suspensam gestas ab humeris, et pectus cervina munitum pelle, et illa oris species severe mitis, austera suaviter, audax verecunde, ornata negligenter, te illa omnia virginem praedicant.1» Tutta questa descrizione risponde a capello con la nostra Diana; e se non par che ella abbia la pelle di cervo sul petto, notisi che qualche cosa di simigliante le passa di sotto l’ascella sull’omero sinistro, e si annoda con una fibbia circolare sull’omero stesso.

Io non so, nè voglio aggiungere altre parole per ispiegare i pregi speciali di questa figura, imperocchè il disegno, sebbene picciolo, ne dà sufficienti particolari. Solo fo notare l’elegante drappeggio della tunicata posa stupenda della gamba sinistra. Questa figura è molto simigliante ad una che riporta il Montfauçon2.

Diana era ritenuta anche la custode dei porti e delle vie, come dai seguenti versi di Callimaco3 appare:

«Per terre molte e per marine prode
In dono ti verranno are e foreste,
E di porti e di vie sarai custode

Alle di lei spalle, proprio nell’angolo sinistro del quadro (destro rispetto al riguardante) è la maschia figura di Silvano, così detto dalle selve cui presiedeva4, il quale da lungi, se non si è ben accorti, si scambia per Ercole.

Rossi dice sia Pane, che confonde con Silvano, mentre furon due distinte deità silvestri5, sebbene altri abbian fatta pure la stessa confusione. Se amendue furono rappresentati con il corpo mezzo umano e mezzo caprino dall’ombelico ai piedi, al primo non manca quasi mai l’attributo suo speciale, la siringa, istro-

  1. Pantheum, Mythicum, op. cit. pag. 209.
  2. Op. cit tom. I. tav. LXXXVII. fig. 4.
  3. Inno a Diana, da poco citato.
  4. Pantheum, op. cit. pag. 201.
  5.  id. op. cit. pag. 197 e 201.