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verso il Principe, il quale leggermente a sua volta pure inclina il capo da quella parte per ascoltarlo. Rossi a torto vuol dare a credere che questo personaggio sia uno straniero, mentre il tipo affatto romano del volto e l’atto di grandissima familiarità devono farlo stimare un ragguardevole personaggio del seguito imperiale, o un console o un generale di Traiano. E per le altre ragioni che svolgerò a suo luogo non credo neppure che possa essere Lucio Quieto, Numida, che prestò mano a Traiano nella prima guerra Dacica1. Piuttosto vi si potrebbe scorgere Lucio Licinio Sura, console e intimissimo di Traiano, il quale sapendo poco di lettere, si serviva di lui per farsi dettar le orazioni e le allocuzioni al Senato ed al popolo2.

Riportando il nostro occhio un’altra volta sulla sinistra, scorgiamo alle spalle della matrona genuflessi e della dietrostante figura muliebre un ponte di legno, tale facendolo apparire l’elevata impalcatura, superiore di molto al piano di campagna del quadro, e il parapetto o ringhiera formato di sbarra orizzontale e di travetti disposti a V. Ne riparlerò.

Su di questo ponte, il cui prosieguo ascondesi dietro il personaggio ultimo descritto e dietro Traiano, vedonsi tre figure, le quali naturalmente elevansi alquanto al di sopra di questi ultimi. Quella di mezzo, scolpita nel terzo piano, porta la toga col semplice sinus. Ai capelli ricci e folti, alla corta barba crespa, alla sveltezza del corpo si scorge a prima giunta esser Adriano, che Rossi invece con gran disinvoltura asserisce essere il vicino personaggio scolpito alla sinistra di lui nel più basso rilievo; mentre poi al posto di Adriano crede vedere Licinio Sura. Se egli, come asserisce, avesse davvero esaminate tutte le figure da presso, non sarebbe caduto in un errore cosi grave. E lo dico tale, imperocché nel nostro monumento non v’ha personaggio, dopo quello di Traiano, che si ravvisi cosi bene come Adriano. La sua faccia però è stata alquanto maltrattata dal bersaglio dei monelli; per la qual causa ha rotte eziandio le mani.

Si sa che Adriano figurò nella seconda spedizione contro De-

  1. Sifilino, comp. di Dione, nella vita di Traiano— Muratori, op. cit. id.
  2. Muratori, id.