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e del suo castello - libro secondo 51

nel suddetto anno 1509: pare che siasi separato il diritto parrocchiale dall’abbazia coll’erezione della parrocchia, e colla nomina che il comune ha fatto del parroco col titolo di curato nella persona del prete Giovanni Giacomo De Ambrosino, a cui nel 1542 successe Bartolomeo Carrara 1. Tale diritto di nomina poi si mantenne sempre nei reggenti del comune sin quando la cura si cambiò in arcipretura. La prima memoria che si rinviene delle decime sul territorio di Arona è l’istromento delli 22 agosto 1509, ricevuto Giovanni Filippo Caccia, portante affitto di detta decima fatto dal prete Giorgio Tornielli benedettino al suddetto curato Ambrosino, ed altro delli 17 di novembre 1542, ricevuto dallo stesso Caccia, in cui certo don Fedele Albasino, monaco professo di questa abbazia, e titolare di uno dei suddetti quattro chiericati ad istanza del precitato parroco Carrara, si dichiarò soddisfatto dal medesimo della quarta parte della decima dei frutti del territorio di Arona spettante a detto chiericato, della quale porzione l'Albasino aveva investito il parroco Carrara a titolo di affitto semplice. Un'altra memoria è l’istromento dei 25 di giugno del 1547, ricevuto Gabriele Caccia, in cui i monaci Giacomo De Negri, Gabriele De Zocchi, e Felice Albasino facevano ricevuta a Matteo Colonna, curato successore del Carrara, per lire undici imperiali, e libbre due di candele per cadauno, in saldo dei tre quarti di decima che spettàvano ai tre chiericati da essi posseduti, dei quali tre quarti era stato investito a titolo di affitto il curato Carrara predecessore del Colonna.

  1. Vedansi gli istromenti di elezione 28 gennaio, e di convenzioni 7 febbraio 1509, rogati Giovanni Filippo Caccia, nell'archivio notarile di Arona.