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e del suo castello - libro secondo 41

il nome di san Fedele dal nuovo ospite. San Carpoforo giacque sino alla sua traslazione in Arona nello stesso luogo in cui fu messo a morte, e cola venne eretta una chiesa con illustre abbadia, arricchita di molti beni dal re Liutprando e da Litigerio vescovo di Como.

Che esistessero in Arona nel 1259 i corpi di questi santi è verità innegabile, confermata dalla surriferita carta e da molte altre successive; ma poi quando vi siano stati trasportati, da chi, ed in qual modo, è stata questa la causa di molte contestazioni. Per la causa degli Aronesi contro i Comaschi, che ritenevano di possedere essi i detti santi corpi, il Padre Zaccaria sì appoggiò all’antica tradizione confermata da documenti per quattro secoli e più, e fu d’avviso che tale traslocazione possa essere avvenuta nel 1127, in cui dai Milanesi saccheggiata e distrutta la città di Como, nell’estrema desolazione e nel totale abbandono delle case e di altri pubblici edifici, qualche monaco di san Carpoforo pensasse di trafugare e trasferire ad Arona i corpi di questi santi martiri, provando con plausibili ragioni essere più certi gli Aronesi che i Comaschi nel possesso de’ medesimi.

Ma possiamo ora essere ben bene obbligati alle laboriose premure del conte Giulini, che ci procurò la scoperta dell'effettivo trasporto di questi santi da Como ad Arona 1. Egli l’ha rinvenuta presso di Gotofredo da Bussero, scrittore contemporaneo, dove parlando di san Maurizio e de’ suoi compagni, nomina quelli che ebbero la corona del martirio in Como e nel suo territorio, cioè oltre di san Fedele, i santi Carpoforo, Cassio, Esanto,

  1. Tom. VII, pag. 176.