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casa Visconti e quella di Monferrato. Premendo al marchese Teodoro di riacquistare la sua libertà stipulò, nel 1382, un trattato di pace in cui si cedettero ai Visconti il Contado d’Asti, ed il Marchesato di Ceva.

Nel 1386, Gian Galeazzo diede in isposa l’unica sua figlia Violanta a Ludovico d’Orleans, di Turenne, conte di Valois, e fratello di Carlo VI, re di Francia. Fra le altre terre fu assegnato per dote a Violanta il Marchesato di Ceva.

In questo frattempo i Marchesi si trovarono in molto difficili condizioni.

Era continua la lotta tra il duca d’Orleans ed il conte di Savoia. Il primo pretendeva la sottomissione dei Marchesi di Ceva in forza della succitata cessione, il conte di Savoia la pretendeva in virtù della concessione imperiale del 1313.

Amedeo VIII di Savoia, vedendo che i Marchesi non si piegavano all’intimata obbedienza fece nel 1414, trattare come ribelli le terre e Castella della Torre di S. Michele e Niella da un considerevole corpo di truppe, il quale attraversò pure i territorii di Ceva, Priero, Sale, Nuceto e desolati intieramente quelli di Monasterolo e Pamparato distruggendo i loro castelli non escluso quello di Ceva.

Laonde i Marchesi furono obbligati a prestargli la loro fedeltà nell’anno 1415. Dopo ciò il duca Amedeo VIII assunse il titolo di Marchese di Ceva.

Quantunque gl’istorici non diano il titolo di Marchese di Ceva che a Carlo III, come l’autore dell’albero Gentilizio di Casa Savoia, e ad Eramanuele Filiberto, come il Guichenon, tuttavia aderendo a quanto si disse di sopra sull’autorità del signor Professore Casalis e del cavaliere Carlo Marenco che scrisse si può dire in disteso l’articolo Ceva contenuto nel dizionario Geografico dei R. Stati, pubblicato dallo stesso Professore, si prova una viva compiacenza nel vedere dopo i decaduti Marchesi di Ceva, passato questo titolo al più grande fra i duchi di Savoia.