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Ha un ufficio di posta, quello d’insinuazione, un banco del sale, una stazione mista di R. Carabinieri, ed un verificatore delle contribuzioni dirette (del collegio delle opere pie e delle chiese se ne parla in appositi capitoli).

Mettono capo a questa Città, le nuove vie provinciali di Savona, della valle del Tanaro e della Pedagera. Quella di Mondovì è nuova e comoda per qualche tratto, ma in pessime condizioni nelle traverse di Lesegno e di Ceva.

Non valsero sin ora nè le istanze dei comuni, nè le disgrazie succedute specialmente sul ponte della Cattalana, e nella discesa di Lesegno, per cui restarono o morte o malconcie non poche persone, ad ottenere la riforma di questi tratti sempre pericolosi.

Si ridussero a moderna architettura diversi palazzi di Ceva che fanno di sè vaga mostra, e si costrusse in nuovo quello del municipio sulla pubblica piazza.

Si fanno in Ceva 5 fiere, la prima li 5 maggio, la seconda li 13 luglio detta di S.Clemente, la terza li 25 agosto, la quarta li 19 ottobre e l’ultima il 13 dicembre che continua sino a Natale, vale a dire undici giorni.

Vi sono tre mercati la settimana, il martedì, il giovedì, ed il sabato. Si fa il mercato delle bestie bovine al borgo Sottano in tutti i giovedì di aprile, maggio, giugno e luglio.

Il territorio la cui superficie è di dieci mila giornate, produce ogni sorta di cereali. Le ricolte più abbondanti, sono quelle del grano e della meliga. Molti vigneti assai ben coltivati adornano le alture Cevesi, e forniscono vini generosi, vi si raccolgono pure in copia legumi d’ogni sorta, castagne, palate, noci, fieno, e nei colli vicini si trovano eccellenti tartufi.

Vi allignano a meraviglia i gelsi, ed è per Ceva una delle principali risorse il raccolto dei bozzoli, si può dire che in ogni anno se ne fa incetta dai filanti Cevesi, e dai paesi circonvicini per l’egregia somma di seicentomila franchi circa. Esistono in questa Città più filature tra le quali spiccano