Pagina:Memorie per servire alla vita di Dante Alighieri.djvu/167

158 memorie


Vita Nuova, la quale scrisse in età giovanile intorno al 1295.1 forse per consolarsi della perdita della defunta Beatrice Portinari; imperciocchè non altro è che una storia de’ suoi giovanili amori, distesa in forma di comento ad alcuni poetici componimenti fatti da lui in occasione degli stessi. Scrive il Boccaccio, che Dante in età provetta si vergognava di aver fatta quest’Opera, ma è ciò tanto falso, che anzi egli medesimo quasi si compiacque di averla composta, siccome dell’altra intitolata Convivio2 apparisce. Avendo messer Niccolò Carducci gentiluomo Fiorentino somministrato a Bartolommeo Sermartelli questo libro di Dante3, egli lo pubblicò colle sue stampe in Firenze nel 1576. in un piccolo volume in 8. dedicandolo a messer Bartolommeo Panciatichi4,

  1. Il Boccaccio nella Vita di Dante scrive che egli «quasi nel suo vigesimo sesto anno» compose quest’opera; ma da esso apparisce che quando il nostro Poeta la lavorò, era morta da qualche tempo Beatrice, e noi fermammo di sopra, che la morte di costei seguì nel 1292. Anzi da quanto dice il Poeta in fine di questo suo Libretto, pare che egli lo terminasse dopo la mirabil visione, che ci descrive nella Commedia. Ma io credo che da questo non si debba argumentare che la detta opera la finisse dopo il 1300. perchè è probabile che, quando lavorò il Poema, allora figurasse di avere fatto il suo misterioso viaggio in detto anno.
  2. Nella stessa Opera dice «E se nella presente Opera, la quale è Convivio nominata, e vo’ che sia, più virilmente si trattasse che nella Vita Nuova; non intendo però a quel a in parte alcuna derogare, ma maggiormente giovare per questa quella; veggendo siccome ragionevolmente, quella fervida e passionata, questa temperata e virile esser conviene». A quest’opera allude forse Dante ancora nel Canto XXX. del Purgatorio ver 115. ove di se stesso fa dire a Beatrice:

         Questi fu tal nella sua Vita Nuova
              Virtualmente, ch’ogni abito destro
              Fatto averebbe in lui mirabil prova.

  3. Ved. la dedica dello stesso Sermartelli al Panciatichi in data di Firenze del dì 26. marzo 1576.
  4. Fu Consolo dell’Accademia Fiorentina nel 1545. e nel