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del cav. di s. quintino 243

ogni probabilità, alla xvii, quella del Re Pastori, alla quale, perchè straniera all’Egitto, egli non potè certamente appartenere; o finalmente se non vogliamo assegnarlo alla xviii o alle seguenti, di ciascuna delle quali, essendo notissimi tutti i Regnanti non solamente pei libri dello stesso Manetone, ma ancora pei monumenti di Tebe, e per quelli ancora di questo regio museo, sappiamo che fra questi non fu certamente il grande Osimandia, uno dei tre Monarchi più celebrati nelle storie egiziane, neppure con somiglianza di nome, se quel due ne eccettuiamo poc’anzi mentovati, Menden e Mandui. Dalla medesima decima ottava dinastia poi, come pure da quasi tutta la decima sesta, Osimandia vien pure escluso col mezzo della prelodata tavola d’Abydos, nella quale, fra i prenomi de’ Faraoni di quelle due dinastie, quello del nostro eroe non ha luogo certamente.

Ora tutte le cose dette fin qui non sono soltanto dettate dalla retta ragione, ed appoggiate all’autorità de’ monumenti, ma trovansi ancora conformi alla Storia, ed alle antiche tradizioni, che, circa i fasti di quel Principe magnifico e guerriero, lo stesso Diodoro di Sicilia ci ha minutamente tramandate1. Giusta il suo racconto, Osimandia fu uno dei più illustri Re che negli antichi tempi ebbero loro sede nella città di Tebe. Memfi a que’ dì non era ancora; fu l’ottavo fra i successori di lui che ne gettò le fondamenta. Osimandia vivea venti età o generazioni prima di Meride2,

  1. Diodor. Bibl. Lib. 1. §. 47. e seg.
  2. Il Principe della diciottesima dinastia che regnò sull’Egitto, chiamato Meride da Diodoro e dagli altri storici greci, non può essere altro che Thutmosis II, quinto Re della medesima schitta, detto Mephres da Manetone presso Giuseppe Ebreo, e presso Eusebio. Di fatto i nomi di Me-Ri, e di Me-Phre sono fra loco sinonimi, nè sono diversi fra loro che per l’aggiunta dell’articolo mascolino alle voci Ri o Re, che sono una medesima cosa.

    Oltre a ciò Meride, al dire di Diodoro, regnò sette generazioni prima di Sesostri; e secondo Manetone, presso lo storico Giuseppe, Mephros cessò di vivere dugento dicianove anni, e sei mesi prima del regno di quel conquistatore. Calcolando le generazioni a 30. o 31. anno per ciascuna, quei due periodi, diversamente acconnati dai mentovati autori, vengono a pareggiarsi esattamente.

    Meride fu debitore del regno alla sua madre Amenses sorella di Amenophis II, terzo Re