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esperimento. Così farsi sempre e per tutto. VI. Tanto essere il danno dello sviamento della linea per la via di Bergamo, che sarebbe maggiore, e di molto, di quello che potrebbe patire quella linea, per qualunque concorrenza le si movesse, anche per quella della strada da Bergamo a Brescia per Palosco, quand’anche potesse esser concessa, il che non si crede.

Dover quindi la Società lombardo-veneta, pel pubblico bene, pel proprio vantaggio, perseverare nella linea scelta, e da Sua Maestà approvata, non lasciandosi minimamente svolgere dalla tempesta di concorrenze con le quali la si minaccia.


CAPO I.


Qualche cenno generale sulle grandi vie di comunicazione, e confronto delle due linee.


[II. Scopo precipuo di una nuova e grande via di comunicazione essere, e dover essere l’utilità pubblica.]

2. Una grande via di comunicazione aperta in un territorio, in un regno, è sempre un’opera di pubblica utilità: giova a chi la transita da sè, a chi vi fa trasportar sopra qualche cosa per conto suo; giova anche a quelli che non sanno che esista, o lo sanno appena, perchè approfittano dell’incremento di civiltà che procura, del basso prezzo che la facilità e l’economia dei trasporti ingenerano in ogni cosa necessaria al sostegno od al diletto della umana vita.

3. Una grande e nuova via di comunicazione deve dunque soddisfare innanzi tutto alla più grande utilità pubblica possibile, perchè questo è il suo scopo precipuo; e deve quindi soddisfarvi anche a costo, se occorre, del sacrificio di qualche utilità privata. È la somma finale delle utilità che deve guidare in simili risoluzioni, non i numeri particolari, non gli elementi particolari del calcolo.

4. Questa utilità pubblica deve essere il primo ed il principale scopo a cui mira una grande e nuova via di comunicazione, sia che l’impresa si faccia per conto ed a spese del Governo, dello Stato, naturale tutore ed amministratore di