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resima di 55 giorni, il digiuno di mercoledì e venerdì, il pellegrinaggio a Gerusalemme, ed innumerevoli feste durante l’anno.

Il capo della chiesa copta è un Abuna (nostro padre) nominato dal patriarca di Alessandria; non può essere abissino e risiede in Gondar che è il semenzaio dei religiosi. La sua autorità è esclusivamente spirituale e l’unico potere che egli esercita è quello di nominare e consacrare i religiosi. Dopo l’Abuna viene l’Eccighiè che è una specie di principe della chiesa, esercita il potere civile e religioso ed influisce grandemente in tutta la vita pubblica abissina. Dopo l’Abuna e l’Eccighiè, vengono per importanza i Depterà, specie di dottori e professori e cantori della chiesa, che sono le persone più colte dell’Abissinia; molti Depterà funzionano da avvocati e da scrivani, e col titolo di Memer sono nominati capi dei feudi religiosi dell’impero. Quindi vengono una turba di preti, monaci e monache, rozzi, superstiziosi, e ignoranti che vivono più che altro d’accattonaggio.

In Abissinia il clero è potente e gode grande rispetto e venerazione; e molti Negus perdettero il trono o l’acquistarono per odio o protezione sua: la fede religiosa degli Abissini, resa più forte dagli urti sostenuti da secoli contro l’islamismo, è grande e sincera; nelle case e nei mercati e nei campi si disputa continuamente di principi religiosi e di dogmi e la vivace fantasia di quei cenciosi, ha popolato tutto il territorio abissino di nomi sacri e venerati come Debra Tabor, Debra Cristos, Debra Libanos, Amba Mariam, Amba Cristos e tanti altri.



Vita, costumi e caratteri degli Abissini. — La vita ed i costumi dei popoli abissini risentono ancora di uno stato di semibarbarie. Le abitazioni sono quasi tutte capanne ad un sol piano con tetti di paglia e con pareti di rami d’alberi e di mota impastata con sterco di bue; in queste capanne ad una sola stanza abitano alla rinfusa