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battimento potè ridurre al silenzio le trincee e disperdere in fuga la cavalleria nemica.

Poscia si ritirava ordinatamente e senza molestie nel forte.

La giornata di Tucruf fu più sanguinosa ed a tutto prima apparve meno decisa di quella del giorno precedente; tuttavia ebbe un risultato molto più grande, perchè mentre il colonnello Stevani si disponeva, per niente scosso, a riprendere nei giorni successivi l’assalto del campo nemico, Ahmed Fadil invece non si sentì più in grado di sostenerlo, e bastarono alcune minaccie di pattuglie e d’artiglieria nei giorni 4 e 5 perchè il nemico abbandonasse spontaneamente i suoi trinceramenti ritirandosi precipitosamente verso Osobri, e lasciando in potere dei nostri armi, feriti e quadrupedi, ciò che veniva a costituire la vittoria completa delle truppe italiane.

La tremenda minaccia che gravava sui confini occidentali della Colonia era ormai sventata; Kassala era alfin libera ed un respiro di sollievo corse per la Colonia e per l’Italia.

Il prode colonnello Stevani che aveva così brillantemente condotte le operazioni militari a lui affidate, dopo aver cambiato il presidio di Kassala, e disposto per la sicurezza della regione secondo le istruzioni avute dal Governatore, ritornava col 2.° e 7° battaglione e con una sezione d’artiglieria a ricongiungersi al corpo principale operante contro il Tigrè.

L’assedio e la liberazione di Kassala avevano costato alle nostre truppe 2 morti e 20 feriti nel forte; 20 morti e 35 feriti nelle