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tato a fare delle proposte concrete dimostrandosi pronto a secondarle, risponde con successivo dispaccio:

«non posso deterniinare quante e quali forze occorrono, non conoscendo intenzione invasore cui forze possono arrivare anche a 40,000 fucili con bande. Frattanto cominci invio qualche battaglione, paio batterie da montagne e munizioni fanteria, artiglieria»

Questi due telegrammi di Baratieri dimostrano come l’invasione scioana lo abbia sorpreso, scombussolato e trovato impreparato a qualsiasi piano di difesa. Sebbene però le sue sconclusionate proposte più che rischiarare mettessero in imbarazzo il Governo, tuttavia questi fu sollecito a spedire in Africa 14 battaglioni, 5 batterie con molti quadrupedi materiali e munizioni, che poterono imbarcarsi prima della fine di dicembre ed arrivare nella prima decade di gennaio a Massaua, donde per cura del generale Arimondi prima, e del generale Lamberti poi, furono diretti all’altipiano.

Ma frattanto l’invasione scioana fatta miminacciosa e baldanzosa dopo il trionfo di Amba-Alagi si riversava contro il forte di Makallè ove il battaglione Galliano si apprestava ad una disperata difesa.

Makallè è la capitale dell’Enderta, provincia orientale del Tigrè ed una delle più belle, ricche e popolose dell’Etiopia. Giace a 2470 m. sul livello del mare in una conca pittoresca cosparsa di borgate e villaggi d’aspetto quasi civile, colle case quasi tutte in muratura e circondata di verdi praterie, di