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via di salvezza che rimaneva ai vinti fu spostata in quella parte la sezione del tenente Manfredini il quale potè prendere posizione e sparare a mitraglia contro fitte masse nemiche alla distanza di 50 metri. Intanto sul fronte sud-est avvengono gli ultimi disperati sforzi della difesa per arrestare gli invasori, già saliti sullo spianato dell’Amba, e proteggere l’imboccatura della via di ritirata.

Ma ormai tutto era perduto; sull’angusto sentiero si affollano i pochi superstiti inseguiti ed incalzati dal nemico furente che s’affaccia ed irrompe da tutte le parti emettendo delle grida selvaggie. La lotta si cambia in una sanguinosa ed orrenda carneficina, ed i nostri compiono dei prodigi di valore che fan pagar cara la vittoria agli Scioani. Gli eroici artiglieri resistono fino all’ultimo vomitando la strage dai loro pezzi, e ridotti agli estremi, piuttosto che cederli ai nemici, li precipitano nei burroni, travolgendosi con essi; ad uno ad uno quasi tutti gli ufficiali evadono combattendo alla testa dei loro reparti, e tra essi e gli ascari è un gareggiar di coraggio, di generosità, di sprezzo del pericolo. Toselli, disceso ultimo dall’Amba fatale colla luce della gloria aleggiantegli sull’ampia fronte serena, dopo aver fatto degli sforzi sovrumani per assicurare ai pochi superstiti la via di ritirata, li commette agli ordini del suo aiutante maggiore Bodrero, e volgendo la fronte al nemico, cade col sorriso degli eroi sulle labbra.

La sua figura gloriosa s’impose all’ammirazione degli stessi nemici ed inspirò la