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Allora Toselli, che spera sempre i rinforzi di Arimondi, chiama sulla linea anche la riserva, mandando la centuria Pagella in aiuto a Volpicelli, e richiama presso all’Amba le compagnie già vittoriose dell’ala sinistra apprestandosi ad una disperata difesa.

Succede una lotta tremenda, disuguale e micidiale. All’attacco diretto della grossa colonna di Maconnen segue la ripresa dell’offensiva per parte di ras Oliè, ed i miracoli di valore compiuti dai nostri, non valgono ad arrestare la preponderante massa nemica, la quale sotto il fuoco ben aggiustato degli ascari e della batteria del capitano Angherà subisce delle perdite enormi, ma procede impavida verso l’Amba, serrando sempre più da vicino l’eroico manipolo dei difensori.

Era già passato il mezzogiorno quando Toselli, perduta ormai ogni speranza nell’arrivo di Arimondi e vista ormai impossibile ogni resistenza, dopo quattro ore di accanito combattimento, cominciò a disporre per la ritirata a scaglioni, dirigendo prima salmerie, bagagli, donne e feriti per un sentiero che dal lato nord-ovest dell’Amba conduceva al colle di Togorà. Ma anche da questa parte le sorti della lotta erano state fatali pei nostri, perchè qui le genti dei ras Alula e Mangascià avevano già occupato il colle e costretto le bande di Volpicelli e la centuria Pagella a ripiegare sovra un lungo sperone sul cui fianco, sovrastante ad un precipizio di 400 m. di profondità, serpeggiava il difficile sentiero. In aiuto dei due Tenenti ed in difesa dell’unica