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si per quelle del demonio e finalmente degli aborti mostruosi di ogni specie.

Da un lato della tavola era assiso un vegliardo inviluppato in una larga e lunga veste; il capo era coperto di una berretta di velluto nero e gli occhiali tanto grandi, che gli coprivano quasi tutto il viso. Era egli occupato a svolgere alcune pergamene, e lo faceva con mano irrequieta e tremante. Ad un tratto dando di piglio ad un cranio, che era vicino a sè sul tavolino, e tenendolo fra le sue dita scolorate e scarne quanto il teschio, lo apostrofò nella più seria maniera. Io era sempre rimasto inginocchiato d’avanti alla porta, quando la mia respirazione tenuta lungo tempo repressa si schiuse contro mia voglia l’adito, con un prolungato gemito, che attirossi l’attenzione del personaggio seduto avanti alla tavola. Una vigilanza abituale suppliva in lui alla mancanza de’ sensi renduti cheti dalla età. Non gli bisognò che un istante per correre alla porta, aprirla ed afferrarmi per un braccio