Pagina:Maturin - Melmoth, II, 1842.djvu/255

246

mie, de’ vostri pappagalli. — La conversazione, che io ho trovata qui non mi è sembrata molto più intelligente o più istruttiva della loro.

Lo straniero senza far mostra di aver intese le parole di lei proseguì dicendo: Voi siete circondata da tutto ciò, che può lusingare i sensi, inebriare l’immaginazione o dilettare il cuore. Tutti codesti piaceri deggiono farvi dimenticare la voluttuosa, ma incolta libertà della vostra antica esistenza. — Gli augelli, che si trovano dentro la gabbie della mia genitrice, disse Isidora, non cessano di beccare i dorati fili, che li rinserrano essi gettano a terra i semi e la limpida acqua, che loro vien somministrata. Non vorrebbero posarsi sul tronco di un’annosa quercia e cibarsi de’ più grossolani alimenti piuttosto che logorarsi il becco contro la loro magnifica prigione? Non trovate dunque codesta nuova esistenza in questo paese cristiano così deliziosa come un tempo immaginaste! Dovreste arrossire. Immalia, della vostra ingratitudine e del vostro