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non potè rattenere le lagrime; queste erano divenute il suo linguaggio quantunque volte trovavasi sola, ma non osava servirsene in presenza della sua famiglia. Ad un tratto ella vide uno de’ viali che rischiarava la luna, ombreggiato dall’avvicinarsi di una figura umana, che si avanzò e pronunziò il di lei nome, quel nome, che ella riconosceva e tanto amava; il nome d’Immalia.

Ah! esclamò ella, sporgendo il capo fuori della finestra, vi ha dunque ancora qualcuno che mi conosce sotto questo nome? — È il solo, sotto il quale io posso indirizzarvi la parola, rispose una voce, che era quella dello straniero. Io non ho ancora l’onore di sapere quello, con cui vi chiamano i vostri amici cristiani. — Essi mi chiamano Isidora; voi però seguite a chiamarmi Immalia. Ma in un subito tremando per la sicurezza dello straniero, ed il suo timore sorpassando la sua gioia pura ed innocente, aggiunse: Ma in qual modo voi siete qui, in questo luogo, ove non entra mai persona, fuori degli