Pagina:Maturin - Melmoth, II, 1842.djvu/239

230

sul timore che ispiravale la salute della figlia. Egli cercò di tranquillizzarla, promise di parlare in proposito con la signorina, rassicurò donna Chiara promettendole di prendersene tutto l’impegno. Terminata la conversazione su questo soggetto il padre Giuseppe aggiunse: ed intanto quando il vostro figlio don Fernando, il quale certamente non si abbandona alla riflessione, come la sua sorella, avrà terminato di riposare, vogliate farlo avvertire, che son pronto a continuare la partita a scacchi, che incominciammo fino da quattro mesi fa. Io aveva spinta la mia pedina fino alla penultima casella, o non mi restava che una mossa per arrivare a dama, E che? la partita ha durato tanto tempo, gli disse donna Chiara. Tanto tempo! le rispose il padre Giuseppe, avrebbe potuto durare di più ancora: ma noi ci abbiamo impiegato tre ore di seguito un giorno per l’altro.

La serata fu passata in un profondo silenzio, l’ecclesiastico e don Fernando proseguivano la loro partita a