Pagina:Maturin - Melmoth, II, 1842.djvu/142


137

dava a dire, rispose Immalia. Io sapeva parlare prima che nascessi; mi ricordo, che un tempo era in mia compagnia un ente che mi rassomigliava molto, ma aveva nero il colore. Cotesto ente era assai buono; desso prendeva cura di me e mi carezzava; quando io era piccola mi recava da mangiare e da bere, e mi parlava lo stesso linguaggio, che voi.... Oh! adesso mi ricordo, che una volta mi disse la stessa cosa, che mi avete detta voi, che vi era un’altro mondo, nel quale vi erano molte creature simili a me; io me ne era affatto dimenticata..... Ma per ritornare a lui, un giorno io mi era assisa sotto quel palmizio, che vede te laggiù a poca distanza; io desiderava un tamarindo per rinfrescarmi, perchè faceva molto caldo. Non ve ne era nessuno nella nostra vicinanza ed il mio buon amico nero mi disse, che sarebbe andato a cercarmene più lontano.... Ebbene! lo credereste? da quel momento non lo rividi più. Io ne piansi dirottamente dopo averlo aspettato lungo