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il reattivo già usato. Il polmone, il cuore, non danno segni della presenza del prussiato più distinti delle altre parti della rana. La soluzione di prussiato di potassa s’introduce per semplice imbibizione nel corpo della rana, e questa funzione operandosi ugualmente sulla rana viva che sulla morta non può di certo considerarsi distinta dall’imbibizione che abbiamo studiato e visto appartenere ai corpi inorganici come agli organici e che sappiamo dipendere dalla loro struttura cellulare, vasculosa ec. Ma v’ha di più; nel polmone, nel cuore della rana viva si trova il prussiato di potassa in maggior copia che nelle altre parti del corpo della rana, quantunque più prossime al liquido in cui è immersa. Questi visceri sono il centro di tutto il sistema circolatorio, in essi terminano o incominciano i tronchi sanguigni. La soluzione di prussiato di potassa penetrò dunque nei vasi sanguigni, si mescolò al sangue, e giunse così al polmone ed al cuore.

Si è questionato lungamente se i soli vasi linfatici potevano assorbire, se lo potevano le sole vene, o più chiaramente, se un corpo può introdursi direttamente e penetrare così nei vasi sanguigni attraverso al tessuto delle loro pareti, o seppure per giungere in questi era mestieri che prima si introducesse nei vasi linfatici. Poiché non v’è parte di corpo organizzato che non si lasci più o meno facilmente imbever d’acqua, di soluzioni saline, di siero, è chiaro, che la prima parte della funzione dell’assorbimento deve farsi dal tessuto delle pareti dei vasi sanguigni come da quello dei linfatici.

L’anatomia microscopica svelando la maniera con cui si terminano i vasi sanguinei e i linfatici ha confermato la conclusione suddetta. Non farò qui che citarvi i risultamenti principali delle osservazioni del nostro Panizza.

Non v’è fatto che dimostri l’esistenza di estremità libere dell’albero sanguineo, che per tutto si presenta con reti intricatissime e continue; la rete arteriosa si continua