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poco a recargli due trionfi di freschissimi fiori, che il Marchese situò in due grandi vasi di argento indorato che guarnivano i lati di superba mensola di mogano.

Tutta la gente di casa fu desta dal Marchese; l’uscio principale delle scale fu lasciato aperto, tanto che era l’affollarsi di ogni maniera di persone che venivano ad offrire al padre di Beatrice proteste di servitù, voti di fedeltà e mazzi strabocchevoli di fiori.

I famigliari del Marchese sembravano impazzati per la gioia, chè tutti amavano la Beatrice di vero amore, e la maggior parte di essi l’avea veduta a crescere; non pochi ricordavano quella cara creatura della madre, e al pianto della gioia comune mischiavasi una lagrima di rammarico per la memoria della virtuosa Albina.

Beatrice aveva il suo letto verginale accanto a quello di Carolina. Costei svegliatasi la prima, volea destare subitamente l’amica, ma nol fece, dappoichè costei dormiva con tanta placidezza, eran così rosee le sue guance, sì bello il sorriso che in quel momento si sfiorava sulle sue labbra, le palpebre erano abbassate con tanta dolcezza, che Carolina rimase lunga pezza a guardarla; e poscia non potè frenare un momento di vivacità e di amore, ed, accostato il capo al volto di lei, vi stampo tenerissimi baci.

Beatrice si destò.... Nella sua dolce sorpresa abbraccciò l’amica, e le rimproverò di averla destata, quando il suo sonno era dolcissimo e sereno come quel giorno estivo che si le-