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aperto e che un uomo fosse entrato nella camera grondante sangue dalle vene jugulari... Era Nunzio Pisani!

— Pietà... pietà, con voce soffocata gridava il notaio, e con le mani facea di allontanar da se lo spettro che si era avvicinato; il cassettino lo ha preso tuo figlio... Lasciami, vattene, che vuoi da me? Io sono un poveruomo... non ho danaro... vattene in nome di Dio, vattene... oh... per pietà non mi strangolare! Aiuto! Aiuto! Madonna del Carmine!

E le sue convulse braccia si moveano in atto di chi vuolsi liberare da due mani che gli abbiano afferrato il collo.

— Oh! non mi strangolare!.. Nunzio tel chiedo pe’ tuoi figli... Oh... è Gaetano adesso che viene!.. Aiuto! Ahi!.. il respiro! il respiro!! Siete in due mo a strozzarmi!... Ah... non mi rubate almeno!!!

La sua destra fece un movimento di estrema energia convulsiva, urtò il lucernino che rovesciossi a terra e si spense.

L’oscurità più fitta invase la camera!!

Basileo più non parlava!.. soltanto un rantolo somigliante al russar di un tigre risuonava nella caverna di quel petto... La bocca era spalancata, simbolo della fossa preparata ad accogliere la sua preda.

Dopo qualche tempo un suono articolato uscì da quelle labbra una parola tronca... spenta.

— Acqua!.. acqua!! chiedea l’avaro.

Ma nissuno, nissuno ristorava di un ultimo