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salotti, ma bensì gli aprì vieppiù la spinosa strada diplomatica, facendogli sempre più acquistare la benevogilenza del Re, il quale grandemente a stimarlo apprese, ed in appresso molto di lui si giovò per importanti missioni.

E, la peculiar fiducia e stima, onde il Re Luigi onoravalo, gli fu involontaria cagione di amarissimo cordoglio; imperocchè poco di poi che Albina sembrava meno trista per rimembranze e più amorevole verso di lai, giunsegli comando regale, che, incaricandolo di dilicati dispacci per Napoli, strappavalo subitamente all’impensata dal fianco di colei senza la quale ei sentiva farsegli importabil la vita.

Tra due giorni allestir doveva i suoi bauli e muovere da Parigi, che racchiudeva tutto ciò che egli amava in sulla terra.

Nella vigilia della sua partenza, il povero Rionero, con fisonomia pallidissima e con passo, vacillante, presentavasi all’uscio della stanza, in cui pel solito Albina si abbandonava alla lettura ovvero alle sue preci quotidiane. E col fatto, trovolla seduta a sdraio sopra un verde seggiolone a bracciuoli, tenendo nelle mani un volume dei Martiri di Chateaubriand, su cui per altro in quel momento volti non erano gli occhi di lei. La poltrona era situata in parte donde presentava la spalliera all’uscio della stanza, sì che, entrando Rionero silenzioso e afflitto, ella si accorse della presenza di lui soltanto allora che quegli, appressatosi a lei che aveva il capo leggiermente chinato all’in-