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Di volto avvenente ed espressivo, di modi gentili ed aperti, di animo veramente nobile, ispirava la simpatia, la confidenza e il rispetto.

Per le attinenze e relazioni procurategli dalla sua nascita e dal suo ingegno si trovò ben presto a contatto con gli uomini della più alta estimazione del paese, ed ebbe però il campo di studiare la società nelle sue elevate regioni senza rimanere impaniato nel vischio de’ vizii brillanti e delle inorpellate corruzioni del gran mondo: e da questo fu salvato da quel senso morale che gli facea subitamente sceverare il leggiero dall’impertinente, il difetto dal vizio, la caricatura dall’imitazione, l’esagerato dal passionato. Bene accolto nelle riunioni, caro alle dame, accetto ad ogni ragione di età per la maniera onde sapeva attagliare la conversazione all’indole, ed al carattere delle persone con cui si trovava, il suo nome già percorrea brillante ne’ circoli privati e diplomatici, a segno che dal ministero degli affari esteri, per alta raccomandazione, fu prescelto nell’anno 1819 a recarsi a Parigi, in qualità di aggiunto alla Legazione napolitana in quella Capitale.

La Francia era in quel tempo sotto il governo di Luigi XVIII. Il trono di San Luigi era ristabilito. L’Europa, stanca di guerre e di calamità, riparavasi all’ombra della legittimità, aspettando giorni migliori e meno tempestosi. Cominciava pel mondo politico quell’era di pace, di serenità, di composizione che doveva in appresso far risplendere di vivissima luce le