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— Quì ci è alcuno!... un uomo! ella dice a sè medesima e quasi spaventata.

Gaetano non ha forza di parlare e trepida a doppio... Egli sa che il suo accento può rivelare il suo volto alla cieca; imperocchè questi esseri sventurati hanno il singolar privilegio di giudicare delle altrui sembianze dal tuono della voce. Gli è vero che il giorno innanzi egli avea parlato alla presenza di lei, e già la fanciulla avea potuto formarsi un’idea della sua persona; ma allora non era ancora innamorato.... Ora ei tremava di aprir la bocca.

— Oliviero Blackman, rispose Gaetano il quale non vedendo modo di sfuggire alla interrogazione, si studiò di porre in queste due parole la maggior dolcezza che potè.

La fanciulla sorrise.

— Ah! l’Uomo nero! ella soggiunse.

È da notarsi che Blackman vuol dire appunto in inglese uomo nero. Dicendo ciò, Beatrice avea fatto benanche un’allusione al carattere misantropico ed inurbano del giovin medico.

Gaetano si sentì scendere sul cuore una lama di ferro.

Beatrice si sedè dirimpetto a lui.

— Vi sembrerà strano, ma è pur così, ripigliò la cieca, che tutti quelli che voi altri chiaroveggenti chiamate colori il solo di cui ho una perfettissima idea è il nero, vale a dire la privazione di tutti i colori.... Iddio ha posto questo colore sulle mie pupille... nero... nero... e sempre nero io veggo... io sono la donna nera, come voi siete l’uomo nero.