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Pagina:Martini - Trattato di architettura civile e militare, 1841, I.djvu/43


di fr. di g. martini. 23

Pietragutola, Pietrarobbia, Montecirignone, S. Ippolito, Montalto, la Pergola, e questa amplissima ed ornata di bellissime abitazioni, quella di Cantiano indicata anche da Leandro Alberti (1), di Costacciaro, e di Mercatello, e finalmente quelle da lui risarcite a Sassocorbaro ed a Fossombrone, della qual città parla il nostro autore in modo da indicarvi una dimora fattavi (cod. Sanese f.o 10).

Certo che per compiere il novero di cento trentasei edifici che Francesco condusse contemporaneamente pel Duca, troppi qui ne mancano, tanto più che di edifici civili, a lui altro con certezza non puossi attribuire fuorchè la stalla che costrusse pel Duca d’Urbino, non so in qual città, ma certamente non nel palazzo d’Urbino stessa, poichè la pianta e la descrizione che ne fa Bernardino Baldi nella sua Descrizione del palazzo d’Urbino (2), per nulla corrispondono colle misure e colla distribuzione esposte dal nostro autore (cod. Sanese f.o 81). Narrano il Muzio ed il Baldi come Federico facesse un palazzo ornatissimo e comodo alla Carda, altri a Sant’Agata, alla Pergola (quale dev’essere quello ch’era nella rocca), a Mercatello, a Sassocorbaro con tanto ornamento con quanto se egli havesse quivi pensato di dover habitar tutto il tempo della sua vita: un altro comincionne a Castel Durante, un altro a Gubbio, i quali morte gl’impedì di compire, e di quest’ultimo francamente scrive, ma non prova, il Reposati che fosse opera di Francesco di Giorgio da Siena. Ora, in ognuno di questi palazzi una stalla dovevavi essere, ma in quale fosse, è impossibile il dirlo.

Opera certa di quel Duca è pure la cattedrale di Urbino che egli non potè compire: questa è dal Vasari attribuita a Francesco di Giorgio nel proemio alla seconda parte delle Vite (3). Di Federico sono pure la chiesa ed il chiostro de’ Zoccolanti alle porte d’Urbino, per tradizione creduti di Baccio Pontelli; fece anche, come amante della caccia, due

  1. Libro VII, pag. 56. Di questa vita stampata la prima volta in Roma nel 1824 si valse nell’opera sua più da plagiario che da istorico il Reposati.
  2. Cap. XI.
  3. Baldi, Vita, luog. cit. La facciata del duomo fu eretta solo nel 1782, la cupola che era opera del celebre matematico Muzio Oddi, nel 1604, cadde nel 1789 (Lazzari, Prefazione alla lettera di Gian Carlo Galli, pag. 71). Se ne ha la pianta presso il Bianchini.