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libro v. 291


ESEMPIO XXVII.

Rocca del Tavoleto (Tav. XVIII, 2).

In un altro castello di sua Signoria chiamato Tavoleto ho fatto murare di fondo una rocca in questa figura1. In prima, una torre tonda di diametro piedi 70, alta 86, grosso il muro piedi 16, dove il vacuo resta piedi 58 in diametro, con un fosso largo piedi 60, profondo piedi 35, con rivellino e altre parti, come appare nel disegno. Nel fondo della detta torre è un’ampia cisterna, e sopra a quella una canova con una stanza pel pristino ed una da legna: di sopra da queste un salotto per munizione, il forno ed una camera: sopra queste sono tre stanze pel castellano, e di sopra a queste tre altre per la famiglia e poste nella sommità più alta, secondo il disegno. Appresso alla qual torre verso la terra è un fosso quadrato cinto di muro, appresso al qual fosso è un rivellino in forma di triangolo coperto intorno eccettochè verso la torre, acciocchè di quel luogo il castellano ne sia signore, ed appresso al rivellino è la porta la quale entra nel ricetto del fosso2.


ESEMPIO XXVIII.

Rocca della Serra di S. Abondio (Tav. XIX, 1).

Alla Serra3, altro castello suo, ho fatto fondare una rocca con una torre principale quadra, ed il vacuo suo è un altro quadro opposito a quello, sicchè gli angoli interiori son volti verso le facce esteriori,

  1. Questo villaggio conquistato da Federico sopra Sigismondo Malatesta, ebbelo poscia dal Papa nel 1404 (Battaglini, Vita di Sigismondo, pag. 531): vi fece quindi la rocca infausta pe’ suoi, poichè quando Guidobaldo riebbe lo stato nel 1503, vi trovò lunga resistenza (Reposati, vol. I, 358).
  2. Cod. Sanese f.° 33 v.° Lo stesso segna l’altezza della torre di piedi 96.
  3. Fra i numerosi villaggi del ducato d’Urbino che hanno od avevano l’appellativo di Serra (Serra di Parluccio, di Brunamonte, di Sant’Onda ec.) quello, del quale qui è discorso, non può essere che la Serra di S. Abondio, la di cui rocca, giusta il Baldi (lib. VII,