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libro v. 275


ESEMPIO IV.

Fortezza in un seno di monte (Tav. IX, 2).

Potria facilmente accadere di avere a edificare in un sito alcuna terra, dove fusse una concavità causata da due monti o colli che ver la sommità loro insieme si congiungessero in uno, e le dette colline o monti avessero pendenza ver la parte opposita alla concavità, e dall’altra parte col piano si congiungessero: ovvero fusse un monte o collina pendente, la cui sommità fusse in forma d’angolo retto, ottuso o acuto, e nella sua pendenza fusse una concavità triangolare, della quale un angolo fusse verso la sommità del monte, e i due altri terminati per una linea imaginata contigua col piano e appresso alle due linee della concavità fusse l’altezza della pendenza del monte, dopo la quale nelle parti opposite fussero da ogni banda le altre pendenze. In questo caso in ver la sommità del monte e nell’estremità dell’angolo debba essere un grosso torrone, e quando in simile luogo si avesse ad edificare fortezza, questo debba essere il luogo e sito suo, perchè da quello la terra sarà tutta signoreggiata e dominata; dipoi si tirino le mura appresso alla sommità della pendenza a piedi 20 incirca verso la concavità, acciò non possano essere bombardate, e negli angoli che per necessità o volontà si facessero, facciasi i torroni, come ricerca la condizione dell’angolo, in forma di rombo, o altre forme angolari: di poi nel termine delle mura o angolo di linea imaginata congiungente la concavità col piano facciasi due grossi torroni con le parti loro, dai quali si tiri due ale di muro causanti due angoli acuti, e nell’estremità d’essi si lochi la porta per lato circondata da un quadrangolo chiuso da tre linee di mura verso la terra e concavità: e verso il piano da una linea imaginata dinanzi a questa porta difesa da bombardiere laterali, e dinanzi sia un rivellino con le parti sue, come appare per la figura. Questo modo si può ancora usare quando la terra o concavità non terminasse in piano, ma nel medesimo monte fosse tutta compresa.