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Pagina:Martini - Trattato di architettura civile e militare, 1841, I.djvu/237


libro iv 217

ordinatissima mobilità e bellissima forma di tutte le cose visibili grida nelle menti di ciascuno intelligente sè esser fatto e non da altri che da Dio ineffabilmente grande e perfetto essersi potuto fabbricare. Quando mai non fussero note lo voci profetiche similmente confermate e stabilite per la sapienza di Dio in carne, come ne scrive Aurelio Aùstino nel XI libro De civitate Dei, le quali predette autorità appresso i moderni intelletti più debbono essere seguite e riverite che qualunque altra naturale notizia si potesse di questo avere. Ma per non volere presupponere alcun principio che non sia manifesto per cognizione naturale (non parlando al presente della rivelata), dico che posposte tutte le autorità e ragioni che l’immortalità dell’anima umana ci dimostrano, gli uomini naturalmente desiderano d’essere congiunti con le sostanze le quali hanno sempiterna vita, e perchè la natura non fa alcuna cosa superflua nè invano, siccome non manca nelle necessarie, quest’ultimo appetito non può essere invano; e questo è comprovato da Simonide il quale persuadeva che l’uomo dovesse sapere le cose umane, perchè i mortali le mortali, e gli umani le umane cose dovevano sapere, e non più oltre estendersi. Nientedimeno contro di questi esclamano tutte le ragioni degli altri più morali e naturali filosofi e specialmente di Aristotile nel luogo preallegato e nel libro degli Animali, dove afferma gli uomini dovere con ogni industria accostarsi alle cose divine quanto a loro è possibile, perocchè in questo consiste la felicità sua, come ogni cosa approssimata alla più perfetta da quella riceve perfezione. Delle quali conclusioni ne segue che i mortali devono con la mente, voci e orazioni, atti morali, ed in ultimo con opere manuali laudare e magnificare il fattore di tutte le cose, e lui per unico Signore riconoscere.

Quale adunque opera più conveniente possono fabbricare gli uomini al mondo a questo fine, che un tempio, un luogo sacro a Lui dedicato, nel quale le operazioni dette e culto di latrìa si mettano ad esecuzione? Dove infinite grazie si rendano a quello da cui sono tutte le grazie, e tutti i beni procedono? Certamente nissuna. Questa inclinazione naturale seguendo i Romani moralissimi, benchè da ogni promissione di vera salute fussero alieni, più e più templi fondarono, nei quali, benchè con errore, a quelli che Dii reputavano facevano sacrifizio, a questo solo


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