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libro iii. 211

dell’altezza della colonna: se fusse di 20 in 25, quella dell’epistilio sia due vigesimiquinti della predetta altezza: e se da 25 in 30 sia l’epistilio un decimo sesto; più oltre non si distende. Dove è da avere avvertenza che non volendo lasciare imperfetta l’opinione di Vitruvio, bisogna proporzionalmente meno diminuire secondo che esso ha dichiarato nelle predette quantità1, benchè difficile sia il trovar quella proporzione. Ma la larghezza, ovvero grossezza, dello epistilio debba essere quanto il diametro della colonna sottoposta da capo, però cioè di quella parte che immediate è sottoposta al capitello, e questa parte si chiama sommoscapo. E la ragione è in pronto, perchè se fusse maggiore non poseria in sul vivo della colonna. La proporzione delle parti sue infra sè in questa forma si conosce: dividasi l’epistilio o architrave in sette parti eguali2, delle quali sempre sporta più la superiore dell’inferiore, e la suprema parte, chiamata cimazio, debba essere la settima parte di tutto l’architrave, e tanto debba eziandio aver di proiettura; onde perchè esso cimazio ha più sporto che ciascun’altra parte dell’epistilio, segue che tanta proiettura abbia esso cimazio quanto tutto l’architrave. E dopo questi gli altri sei settimi dell’epistilio si devono dividere in parti dodici, e di queste, tre sene dia alla faccia inferiore che posa sopra al capitello, quattro alla seconda immediata, e cinque alla terza superiore sottoposta immediate al cimazio, detta fastigio (sic), e sopra di questo epistilio si posa il zoforo comunemente detto fregio, il quale può essere di due differenze, cioè con figure o senza. Se fusse figurato ovvero intagliato, debba essere il quarto più alto dell’epistilio, acciocchè le figure meglio discernere si possano: ma se fusse semplice senza figure, debba essere la quarta parte meno dell’epistilio, cioè i tre quarti; onde la prima quantità del fregio a quella dell’epistilio è sesquiquarta, e la seconda subsesquiterza3. Sopra di questo fregio si loca il cimazio il quale debba essere alto la settima parte d’esso zoforo, e sopra a quello il denticulo si pone alto il mezzo del fastigio del suo

  1. Vitruvio (III, 3) suggerisce anzi che l’altezza dell’architrave vada aumentando in ragione della maggiore elevazione in cui si trova.
  2. Vitruvio, l. cit.
  3. Sesquiquarta, : : 5 : 4. Subsesquiterza : : 3 : 4.