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Pagina:Martini - Trattato di architettura civile e militare, 1841, I.djvu/116

96 catalogo de’ codici

babilmente più antico, e sono disegnate a penna, contornate colla forbice e poscia incollate a luogo ove bisognava. Una nota di mano assai posteriore mentova i nudi titoli di opere militari del Cicogna, Cataneo, Ferretti ed altri, tutte della seconda metà del decimosesto secolo. Le sole figure della parte XI sono disegnate sul foglio scritto: sino alla pag. 118 portano un numero, cominciando dal CXLIII che è nella pagina prima: dopo la pagina detta, ora sono numerate, ora no, ora segnate con lettere.

(D) Codice cartaceo in 4.o, acefalo e mutilo: trovato da me nell’Ambrosiana di Milano, segnato N. 191, col titolo messovi posteriormente di Trattato e vari disegni di Machine per assedi ed operazioni Militari, per mulini, agricoltura et con varie osservazioni. Comincia con sette figure di scale e trabocchi copiate dal codice Saluzziano: segue uno scorpione; vengono quindi alcune miscellanee già ab antico intruse nel codice e riguardanti la salute pubblica, il commercio, l’agricoltura, con alcune citazioni di Dione e di Columella. Seguono per intiero le figure ed il testo in dialetto sanese, circa i mulini, le macchine, i mantelletti e le scale murali, le quali figure sono mediocremente disegnate a penna e collocate senz’ordine: dove poi l’originale segnava il posto delle figure nel testo con una lettera di richiamo, e questa poi nel disegno non v’era, il copista notò manca il carratere, cioè la detta lettera. Il codice è scritto circa l’anno 1550, e da tre note dell’antico possessore pare che avesselo in dono in Padova il 2 febbraio 1576 un Hoffkirchen austriaco barone di Kolmunz dall’amico suo Domenico Franchi (1).

(E) Codice cartaceo in foglio, acefalo e mancante in fine: ha le figure disegnate a penna, e fu copiato nel principio del decimosesto secolo, quindi in età posteriore fu rifatta sovr’altra carta la scrittura a luogo a luogo ove il codice era più frusto. Fu del bibliografo fiorentino Can. Moreni, od ora è nella biblioteca privata del Re in Torino.

  1. Ecco le tre note in ordine cronologico: Georgius Willhelmus ab Hoffkirchen liber baro haec scripsit, Domino Dominico Franci suo amico percharo iucundae recordationis gratia Patavii Venetor. Amo salutis nostrae MDLXXVI 2 die februarii. «1576 2 feb. in Vinetia Wuolfgango di Hofkirchen libero barone in Kolmunz Austriaco, per ricordo di se, di suo pugno scrisse». 1576 Virtus auro praestantior. Wolfgangus Willhelmus liber baro a Rogendorff scribebat Venetiis 3 februarii.