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Pagina:Martini - Trattato di architettura civile e militare, 1841, I.djvu/115


di fr. di g. martini. 95

(f.o 53 r.o) Libro IX. Delle qualità del capitano, e di molte astuzie militari: del modo di fare varie specie di fuoco greco: le mine con polvere: le bastie, i gabbioni, le trinciere e le vie coperte: i mantelletti per le bombarde col modo di piantarle sulle navi, le loro misure ed i cavalletti: le bertesche: gli onagri e le fundibale: ponti artificiali: le scale imbertescate, e le ritirate sulla breccia.

(f.o 65 r.o) Libro X. Conventi monastici: struttura dei pozzi comuni e dei trivellati: moduli delle campane e fondazione dei campanili.

Segue il trattatello de Ignibus di Marco Greco volgarizzato in parte.

Le copie di questo codice I venute a mia notizia sono le seguenti:

(B) Codice membranaceo con figure miniate, già esistente nella ducale biblioteca di Modena (1).

(C) Codice cartaceo in foglio piccolo di pag. 264, nella Marciana di Venezia al n.o 86, appena indicato dallo Zanetti che gli appose un titolo inconveniente affatto (2); è del secolo decimoquinto, e scritto in dialetto sanese, onde tratto dall’originale direttamente. Comincia, come nel codice membranaceo Saluzziano, colle parole «Parmi che le fortezze cholle loro circhuizioni in tal modo adattate sieno ec.»: termina: «Ancora sieno di cuorio coperti, qual sia crudo, di suvero et altre materie che alle botte alquanto resistare possiano si come la figura». Adunque è mutilo, poichè queste parole corrispondono solamente alla colonna prima, foglio 64 recto, del citato codice Saluzziano. Il copiatore divise la materia in 25 capi, che chiamò parti, apponendovi i rispettivi titoli: noto però che sono anch’essi in dialetto sanese. Ai debiti luoghi lasciò vacui per le figure, le quali vedonsi tratte da altro codice pro-

  1. Il codice modenese io non l’ho veduto, e non lo trovo indicato che dal Venturi (Fuochi militari degli antichi. Bibl. ital., vol. VI, 246): ma che sia una copia di questo I di Francesco di Giorgio, lo ricavo dallo squarcio ch’ei ne produce della mina a polvere. Si paragoni coll’originale che io riporto qui sotto nella Memoria V. Avvertì il colonnello Omodei (Origine della polvere da guerra, pag. 169) che nel 1821 non gli venne più fatto di rinvenire nella biblioteca di Modena questo codice, solo pochi anni prima citato dal Venturi.
  2. Raccolta di alcuni disegni di macchine diverse. (Lat. et ital. D. Marci bibliotheca, Codici italiani, n.o 86). Di questo prezioso ms. ne debbo la descrizione al cav. prof. P. A. Paravia, che gentilmente prestossi a secondare le mie ricerche.