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Fechner in modo particolare, sebbene sia stato l’iniziatore del parallelismo psicologico, riconosce chiaramente questa incongruenza delle due serie: egli oppone al parallelismo monadologico il parallelismo sinecologico: vale a dire per lui l’aspetto psichico è l’unità, la sintesi della molteplicità di processi, che ci offre la serie fisica. Sotto un altro aspetto questo elemento è quello che noi apprendiamo nella coscienza come sforzo, come distinzione di valore. Si noti poi in fine che il parallelismo metafisico poteva essere sostenibile per Spinoza, non può più esserlo dopo Kant. Come possono il mio corpo e la mia coscienza costituire due serie parallele, dal momento che entrambe ad un esame accurato si rivelano come elementi d’un’unica serie fondamentale, della coscienza? Da un punto di vista superficiale vi sono in me due vite e come due parti, lo spirito e il corpo. Ma se io analizzo ciò che intendo per corpo, vedo che si riduce a gruppi di sensazioni: i quali mi rinviano sì ad una realtà che non è il mio io cosciente immediato, ma che si rivela a me soltanto in quanto si riflette nella mia coscienza. Vi è quindi, da un rigoroso punto di vista filosofico, una sola serie fondamentale, la coscienza: la quale contiene in certo modo in sè la propria preistoria, contiene elementi che io poi costruisco ed interpreto come procedenti da un sistema di processi condizionanti la mia vita spirituale presente, ossia da ciò che io considero come il mio corpo.

La serie fisica e la serie psichica non si debbono perciò considerare come due realtà parallele, ma come due piani diversi di realtà. Semplificando qui l’esposizione, possiamo dire: la vita cosciente di ogni essere è una creazione, una spontaneità viva, la quale riposa sopra meccanismi, processi fisici, che noi possiamo osservare e studiare secondo i metodi scientifici. Questi processi non sono in fondo nè d’una essenza, nè d’una natura diversa dai processi della coscienza; ma non appariscono più direttamente alla coscienza, quando essa riflette su di sè, e solo in parte si rivelano a noi, per mezzo dei sensi, come costituenti il nostro organismo corporeo. Trattandosi d’uno svolgimento unico, è naturale che questi due momenti o piani diversi dell’essere nostro agiscano l’uno sull’altro: modificando i meccanismi organici, io modifico anche la mia vita cosciente: modificata la coscienza, se ne risentono anche i meccanismi organici che l’alimentano e fanno con essa un tutto. Quindi lo stu-