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timento individuale; per esso la Natura acquista coscienza, nell’individuo, della sua unità e concatenazione interiore ed aspira alla conservazione di questa unità. Il complesso delle tendenze e dei sentimenti che scaturiscono da questo bisogno dell’autoconservazione individuale costituisce il nostro essere naturale; la sua legge fondamentale è l’egoismo.

Poiché lo sdoppiamento della Natura, nel sentimento individuale, in soggetto ed oggetto ha per fine propriamente di rappresentarsi a se stessa come unità, come sostanza, sul sentimento s’innesta la conoscenza che trasforma, come abbiamo veduto, le sensazioni in corpi e la corrente mutevole dei fenomeni nel divenire d’una sostanza. Il primo grado della conoscenza è costituito dalla rappresentazione particolare, ossia dalla rappresentazione di oggetti individuali. Essa si compone di due elementi: d’una materia, che è la riproduzione ideale delle sensazioni e d’un elemento formale a priori che consiste nell’affermazione della esistenza del contenuto così riprodotto. Lo Spir respinge nel modo più radicale Topinione che fa della rappresentazione una combinazione dei dati della sensazione: anzitutto perchè la rappresentazione è anche l’affermazione della realtà del contenuto della sensazione (W., I, 43 nota). Nel seno del suo radicale idealismo lo Spir fa quindi una notevole concessione al realismo: il contenuto dell’esperienza sensibile è presentato in noi due volte, anzitutto come esperienza obbiettiva, come sensazione, poi come riproduzione ideale della sensazione, come contenuto materiale della rappresentazione. L’elemento formale della rappresentazione costituisce un giudizio sintetico a priori, esso afferma la realtà del contenuto, pone il contenuto come sostanza; il risultato suo è, come si è veduto, la posizione della esperienza obbiettiva come un mondo di corpi nello spazio, dell’esperienza subiettiva come un io-sostanza, collegati l’uno e l’altro nel loro divenire dalla concatenazione causale. Il grado superiore della conoscenza è costituito dalle rappresentazioni generali, ossia dalle rappresentazioni di rapporti generali tra gli oggetti. Esso si riduce alla posizione di simultaneità invariabili e di consecuzioni (causali) invariabili e si può ricondurre sia nell’uno, sia nell’altro caso a quell’affermazione dell’identità della sostanza, che è il vero ed unico principio a priori. La distinzione delle simultaneità invariabili è iniziata già dalla