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312 parte sesta

LVII


AL PRINCIPE DI PIEMONTE

nella stessa occasione.


     In questo sacro dí, mentre la vita
a la Vita de l’alme aspri flagelli
flagellan sí, che tepidi ruscelli
piove di puro sangue ogni ferita;
     Morte, per vomitar l’ésca rapita,
apre le fauci de’ profondi avelli;
onde mirabilmente, a questi e quelli
stami giá rotti, è nova linea ordita.
     Ma la tomba infelice, ov’io sotterra
giaccio, fra l’ombre e fra gli orrori involto,
misero! ancor per me non si disserra.
     E qui, finché per te non ne fia tolto,
Vittorio, vincitor di tanta guerra,
il cadavere mio vivrá sepolto.


LVIII


A MADAMA MARGHERITA

regina di Navarra.


     La bella, che lo scettro ebbe in destino
de l’antiche Piramidi famose,
coppia di perle elette e preziose
mise a stemprar dentr’odorato vino.
     Per onorar de l’idol suo divino
le magnifiche mense e generose,
a gustar l’una volentier si pose
l’innamorato principe latino.
     Ma, disfar l’altra ancor veggendo poi,
parto maggior de l’Eritreo fecondo,
mostruoso splendor de’ lidi eoi,
     serbò de’ duo miracoli il secondo,
ch’egual mai non trovò, tanto che voi,
Margherita real, nasceste al mondo.