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le pitture e le sculture 267

IV

LE SCULTURE


I


APOLLO IN BELVEDERE


     Quant’è bello e vezzoso
questo marmoreo arcier, nume di Delo,
tanto fiero e sdegnoso,
par che minacci e scocchi
assai piú dai begli occhi ire e vendette,
che da la man saette.
E, se pontifical pietoso zelo
giá disarmato non l’avesse, e scarco
e di quadrella e d’arco,
Niobe, se ben di senso ha il petto casso,
fatta ancor sasso, il temeria di sasso.


II


ANDROMEDA


     Veggio la bella ignuda
volger pietoso il guardo in su l’arena
a la fiera balena;
veggio Perseo, ch’a l’Orca ingorda e cruda
scopre l’orribil testa;
e veggio il mostro rio, che marmo resta.
Ma che resti di marmo,
non so s’opra sia questa,
veggendo ch’è scolpita ogni sua parte,
di Medusa, d’Amore o pur de l’Arte.