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le pitture e le sculture 247

XVII


SAN GIROLAMO

di Luca Cangiasi, in casa di Giovan Carlo Doria.


     Oh come espresso al vivo,
con le ginocchia a terra, il santo vecchio
ne l’antro ombroso, a piè d’un chiaro rivo,
si batte il petto e, sospirando, a Dio
del suo grave fallir chiede perdono!
Sentirebbe l’orecchio
del sasso i colpi e de la voce il suono,
se del vicino rio
non fusse il mormorio.


XVIII


SAN GIORGIO

del cavalier Giuseppe d’Arpino, in casa del medesimo.


     La fanciulla reale,
esposta al mostro rio,
tremar, Giuseppe, e lagrimar vegg’io.
Veggio le faci e l’ale
aprir verdi e sanguigne il fier dragone,
in aspetto sí orrendo
che d’ora in ora il sibilar n’attendo.
Ma ’l celeste campione,
che la serpe crudel con franco ardire
fere senza ferire, ha tanta vita,
che può far immortale
chi l’ha dipinto tale.