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idilli pastorali 141

Silvia ad amar Aminta,
con questa invenzion le predicava.
Poi, quando a Silvio Linco
pur altro amor persuader volea,
il medesmo dicea.
Ed or né sí meschino
o capraio o bifolco han questi campi,
che di tai favolette
non sappia e non discorra;
né sí vil pastorel guarda gli armenti,
che, se vuol la sua ninfa
tentar d’amor talora,
in sí fatte ragion non si diffonda.
Conviensi a non vulgare
spirito peregrino
dal segnato sentier sviarsi alquanto,
e per novo camino
dietro a novi pensier movere il corso.
Ingégnati pur dunque
tu, che novo Anfione esser ti vanti,
tra que’ versi che canti,
alcun verso cantar, ch’omai di questo
meglio a l’orecchie mie si sodisfaccia,
e concetto trovar che piú mi piaccia.

FILENO


Lasso! e che dir piú deggio?
Dirò (né questo ancor forse fia novo)
che, com’è senza pari
il mio grave cordoglio,
cosí ancor senz’essempio
è il tuo crudele orgoglio.
Ma ben dal cielo un sí gran torto aspetta
giustissima vendetta.
Ah! non creder, superba,
ch’esser la tua beltá deggia immortale,