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447.Loda il candido sen, la treccia bionda,
le fresche guance, i seren’occhi ammira.
Diresti ben, che gelosia n’ha l’onda
de l’Ocean, ch’or viene, or si ritira;
né per altro quell’isola circonda,
e dintorno a’ suoi lidi si raggira,
se non per custodir si bel tesoro,
quasi Serpe che guardi i pomi d’oro.

448.Era Morgano uom di gran forze, ed era
di membra poco men che gigantee,
ma non avea quella prudenza intera
che costumato Principe aver dee.
D’aspra natura, impaziente e fiera,
d’opre malvage, e scelerate, e ree.
E ben fede facean di quanto ho detto
la terribil sembianza, e ’l sozzo aspetto.

449.La faccia ha bruna, e di color ferrigna,
illividita d’un crudel pallore,
ciglia congiunte in union maligna,
occhio fellone, e sguardo traditore.
Villanamente ad or ad or sogghigna
con un sorriso che non vien dal core.
I movimenti, i portamenti tutti
son rigorosi, e spaventosi, e brutti.

450.Or io non so qual ria sciagura o sorte
con quai d’empia malia nodi tenaci
le forze legò sí del fier consorte
ch’ei non potè mai trarne altro che baci.
Pur l’ama intanto, anzi d’Amor piú forte
nel vietato diletto ardon le faci,
cd agli uffici inabile di sposo,
quant’egli è men potente, è piú geloso.