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107.Ecco nove corone. Elette queste
sono a fregiar le vostre chiome bionde;
peso ben degno di si degne teste,
poi che de’ cieli al numero risponde.
Son merlate di gemme, ed han conteste
di smeraldo finissimo le fronde,
la cui verdura si conforma al verde
de l’arbor che giá mai foglia non perde.

108.A te, che fatto hai qui novo Helicona,
chiudendo il festeggiar di questo giorno,
oltre ch’avrai de la gentil corona,
come l’altre compagne, il crine adorno,
questo ricco monile anco si dona
da cerchiar nove volte il collo intorno,
da cui di bel zaffir pende un branchiglio
che da risole vien del Mar vermiglio.

109.Ma tu, che piú d’ogni altra altrui diletti,
onde stimata sei la piú gentile,
Erato mia, che gli amorosi affetti
spiegando in dolce e dilicato stile
lusinghi i cori, intenerisci i petti,
altro avrai che corona e che monile.
Degna per la tua rara alta eccellenza
d’esser de la mia rota Intelligenza.

110.Se non ho cosa che ’l tuo merto agguagli,
resti del buon voler pago e contento.
Togli questo scrittoio, i cui serragli,
i cui foderi son tutti d’argento.
Tien figurato di sottili intagli
in ciascun ripostiglio il suo stromento:
coltelli e righe, e con mirabil arte
cent’altri arnesi da vergar le carte.