Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. I, 1975 – BEIC 1869702.djvu/351



115.E per questa cagion qui, dove torna
ella per uso ad albergar talora,
di tutto il bel, che l’Universo adorna,
scelse quanto diletta, e quanto odora.
Or s’è ver, ch’a colei che qui soggiorna,
ed a tutti gli Dei che ’l mondo adora,
soglion tanto piacer gli odori sparsi,
quanto denno dagli uomini pregiarsi?

116.Ben tirato un profíl nel mczo a punto
scolpí del volto uman la man divina,
che quindi con le ciglia ambe è congiunto,
e col labro sovran quinci confina.
E perché di guardarlo abbia l’assunto,
d’osso concavo e curvo armò la spina,
che qual base il sostenta, e tutto il resto
di molli cartilagini è contesto.

117.E perché, se vien pur sinistro caso
una a turar de le finestre sue,
l’altra aperta rimanga, ed abbia il naso
onde i fiati essalar, ne formò due.
E posta in mezo a l’un e l’altro vaso
terminatrice una colonna fue
tenera, ma non fral, sí che per questa
le sue piogge stillar possa la testa.

118.Ma ben che, oltre il decoro, e l’ornamento,
ed oltre ancor ch’ai respirare è buono,
vaglia a purgar del capo ogni escremento,
pur l’odorato è principal suo dono.
E consiste nel moto il sentimento
di due mammelle, che da’ lati sono,
e movon certi muscoli a l’entrata
de’ quali un si ristringe, un si dilata.